Come fare per trovare il perfetto garante per ottenere un prestito?

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Per le banche e le agenzie finanziarie i garanti non sono sempre uguali e tutti validi; vediamo di chiarire meglio e capire come fare per trovare il giusto garante per ottenere un prestito.

Come cattivi pagatori si potrebbe avere la necessità di fornire un garante alla banca o alla società finanziaria al fine di riuscire ad ottenere un prestito. Non tutti i garanti sono uguali agli occhi di una società creditizia, andiamo a scoprire come fare per trovare il perfetto garante per il proprio prestito.

Requisiti di reddito

Tutte le banche e le società finanziarie focalizzeranno la loro attenzione in maniera principale sui requisiti di reddito, anche perché sarà con esso che bisognerà far fronte al pagamento delle rate nel caso in cui il debitore principale non adempia.

In linea di massima possiamo dire che è quasi sempre accettato un dipendente a tempo indeterminato, in maniera particolare se ha già un’anzianità lavorativa di un anno o due e se lavora presso una grande aziende oppure presso un’ente pubblico.

Al secondo posto del podio tra i garanti più accettati per un prestito troviamo i liberi professionisti, come possono esserlo avvocati o notai, perché il loro reddito è solitamente elevato.

Al terzo ed ultimo posto troviamo invece i lavoratori autonomi e i pensionati. I primi si classificano così in basso perché il lavoro autonomo viene sempre visto con un certo grado di rischio da parte delle finanziarie, mentre i secondi sono giunti al termine della loro età lavorativa e, anno dopo anno, i rischi – da un punto di vista finanziario – salgono.

C’è da dire che, nella considerazione di questi requisiti di reddito, le banche e le finanziarie considerano sempre le entrare che si hanno al netto di eventuali altre spese, come il mantenimento di un figlio, l’affitto, il mutuo o altri finanziamenti già in corso.

Requisiti patrimoniali

Oltre che da un punto di vista del reddito la strada del “come trovare il perfetto garante del prestito” passa anche per un’analisi dei requisiti patrimoniali. Per questo motivo qualunque bene che possa entrare a far parte del patrimonio del potenziale garante è ben accetto dalla banca e aumenta la possibilità, per la persona, di essere accettata come garante per il prestito.

In maniera particolare sono considerati validi i beni ulteriori alla prima casa di proprietà, che non può essere “attaccata” in caso di inadempienza anche da parte del garante.

Requisiti di reddito vs requisiti patrimoniale, quale è più importante?

Tra requisiti di reddito e requisiti patrimoniali vincono “a mani basse” i primi: avere un buon reddito aiuta molto di più rispetto all’avere un buon patrimonio nella definizione di come deve essere un perfetto garante del prestito.

Effettivamente, se si pensa che le banche puntano ovviamente a riavere il prestito pagato in maniera regolare, piuttosto che ad attaccare i beni patrimoniali del debitore (cosa che comporta certi costi e dei tempi sicuramente più lunghi) si capisce bene come avere un buon reddito sia notevolmente più importante che avere un buon patrimonio.

Addirittura, se mettessimo di fronte due garanti, uno con un buon reddito ma con la sola casa di proprietà, e l’altro con un reddito medio-basso ma con il possesso di una seconda casa, il primo sarebbe considerato più affidabile – come garante – rispetto al secondo.

Quando il garante ha superato la “sfida” dei requisiti di reddito e di quelli patrimoniali, entrano in gioco anche altre variabili, sulla carta meno importanti, che però possono contribuire ad escludere una persona dall’essere accettata come garante.

L’età

Solitamente, la maggior parte delle banche e delle finanziarie, concede prestiti fino a 75 anni di età non compiuti (al momento del pagamento dell’ultima rata). Questo presuppone che non venga mai accettato un garante che abbia oltre un certo limite di età.

Altre garanzie già prestate

Se una persona presta già altre garanzie, difficilmente potrà essere visto come un buon garante per il prestito nuovo. Pensiamo ad un genitore che funge da garante per un prestito per un figlio, se volesse operare da garante anche per il secondo figlio potrebbe non venire accettato perché c’è la prima garanzia ancora in essere.

Nel decidere se concedere un finanziamento o meno, così come nel decidere se accettare un garante o meno, la banca pensa sempre al peggiore dei casi, che in questo caso è “cosa accadrebbe al garante se entrambi i debitori, contemporaneamente, non potessero più pagare il loro debito? Riuscirebbe a far fronte a tutti e due gli impegni?” ... Pessimiste per natura? A quanto pare si…

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